Le Balze


Descrizione
Tra le zone pianeggianti che derivano dalla riva destra dell’Arno, e le formazioni collinari che fanno da preludio al Pratomagno, troviamo delle strutture geologiche di particolare suggestione e bellezza, denominate "Balze".
Queste sono il risultato, allo stato attuale, dei processi erosivi di smantellamento del bordo orientale dei depositi fluvio – lacustri valdarnesi. Le pareti verticali giallastre sono alte decine di metri e appaiono, da vicino, diversificate in varie forme di erosione e composizione.


Inquadramento ambientale
Le Balze si ergono tra aree prevalentemente coltivate (seminativi, orti), inoltre sono molto frequenti i ginestreti e gli arbusteti, ma prevalgono le aree lasciate all’incolto o destinate al pascolo. Viene praticato il foraggiamento delle specie selvatiche soggette all’attività venatoria (Fagiano, Lepre, Cinghiale, Capriolo) attraverso seminagione di mais, grano o specie erbacee (trifoglio, ecc).
Tra le balze sono presenti anche boschi, alcuni di origine artificiali (pioppeti, noci, ciliegi selvatici e alberi da frutto) altri invece sono boschetti rinaturalizzati di farnie o roverella. Ma più diffusamente l’incuria e l’abbandono ha portato alla grande diffusione di robinia che, localmente, è diventata una rigogliosa pianta infestante.
La zona presente una grande variabilità ambientale in quanto sono presenti varie tipologie vegetazionali, pochi e piccoli torrenti con una residua vegetazione riparia sulle sponde. Inoltre più in alto, si rinvengono oliveti e talvolta vigne.
La presenza delle pareti verticali di “terra”, talune davvero molto spettacolari, offrono rifugio a numerose specie di uccelli. Il territorio, per una buona parte è destinato a riserva faunistica) ed è abitato da una abbondante popolazione di ungulati (Capriolo, Cinghiale), mustelidi (Faina, Donnola) e da lagomorfi (Lepre, Coniglio selvatico).


Attualmente sono in corso progetti di protezione e valorizzazione delle aree delle Balze, che diversamente dalle stesse formazioni geologiche presenti in provincia di Arezzo (comuni di Terranuova Bracciolini, Castelfranco di Sopra, Loro Cioffenna) che sono state protette con l'istituzione di un ANPIL (Area Naturale Protetta di Interesse Locale), attualmente risultano poco studiate, dal punto di vista faunistico ed ambientale.







Piccolo di cinghiale
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